venerdì 6 ottobre 2017

viavai

Ieri io ho portato lei lì mentre lui portava l'altro là. Poi sono tornata qui, e ho portato l'altra là. Abbiamo aspettato aspettato aspettato e sono anche tornata qui perché lui mi ha dato uno strappo e poi sono tornata là di corsa.

A quel punto volevo dare un pugno a un tizio ma era molto figo quindi pazienza. E siamo tornate qui con le pive nel sacco.

Nel frattempo una è andata là e poi lì - per niente - e quindi è andata là. Siccome alla fine qui è arrivata anche lei, io sono andata là con l'altra così adesso sappiamo tutto (ma da lì siamo dovute andare là perché lì era sbagliato). ho anche salutato lei...super sorpresa.
Poi da lì sono andata là e poi là - per niente perché lui era là e finalmente sono tornata qui e sono andata su, poi giù poi su e alla fine ci sono rimasta.

Ho fatto questo e quello, ho parlato con uno e con l'altro e poi...pazienza...è andata così. Ero stanchissimo, esattamente come chi sta leggendo e allora ho convinto Morfeo a venirmi in soccorso.

E così finisce la disavventura della signora bonaventura che nonostante tutto ha ancora una voglia matta di riderci su!

#donneconlepalle #squadrafortissimi #giridigiostra #familytime #worklifebalancemadove

mercoledì 15 marzo 2017

di dubbi e certezze e libertà

Sono nostalgica. E' uno dei miei peggiori difetti. O un segnale di precoce senilità? 

Il gusto dolce amaro della nostalgia mi fa vagheggiare nel continuum spaziotemporale e la “rete” moderna non ferma la folle corsa.

Ieri se volevi truccarti c’era Diego della Palma, un oracolo. Oggi c’è la routine koreana e una MUA in ogni cantone. Una volta in bagno avevo due creme: giorno e notte. Oggi ho dovuto montare una mensola aggiuntiva e forse me ne servirà un’altra per prodotti che mi ridaranno i vent’anni. L’ha detto iomitruccoperchèmiamo.com

Ieri se volevi cucinare c’era Wilma de Angelis che dalle frequenze di TeleMontecarlo raccontava passo passo come preparare le penne panna-e-piselli. Ho scritto milioni di parole sotto dettatura. Oggi ogni 3 minuti ho accesso ad un video che in 3 minuti in time lapse, con la musica degli AC/DC, racconta per immagini sincopate ricette complicatissime, vere ere d’arte. Ma non so cosa cucinare stasera.

Ieri i cartoni animati erano la proiezione del futuro. Volevo diventare dolce come Candy, atletica come Mimì, forte come Oscar, curvy come Venusia, allegra come Heidi e avere un cane simpatico come Spank! Più da grande pensavo che la casalinga media era organizzata come Samantha, che una mamma in carriera era rilassata come Claire Robinson. In realtà sono cresciuta spanata come nonna Abelarda, ingenua come Pollyanna e con l’autostima di Calimero. Devo aver fatto confusione da qualche parte!

Oggi gli eroi di Mini e Micro oscillano tra femmine con uno standing di dubbia reputazione ma rigorosamente politically correct e maschi con i capelli immobili e totalmente decerebrati. E se è pur vero che noi siamo cresciuti tormentati dai dubbi gender-esistenziali di Oscar, dai traumi di Candy la parìa, da un cane che camminava a due zampe e da un padre ologramma...è anche vero che ci venivano somministrati in dosi omeopatiche: 1 puntata a settimana, 20 minuti ogni giorno. Non potevano fare grandi danni. Oggi durano 20 secondi, non hanno capo nè coda e c’è uno zilione di canali che ne trasmette zilioni 24/7.

Ieri avevo delle certezze granitiche incastonate tra la libreria della cameretta e il mobile della tv - custodito da un cerbero assoldato da papà e mamma che lo accendeva per 20 minuti al giorno a sua indiscutibile discrezione. Oggi quelle certezze le ho perse tutte difronte al google di tutorial (“istruzioni” non si dice più), alle blogger che tutto sanno, tutto fanno e sono sempre perfette "in every way" come, di più e peggio di Mary Poppins. E’ frustrante.

Il sovraccarico di informazioni e istruzioni uguali e contrarie è come una degustazione di prosecco: la sbronza è dietro l’angolo. Tutto condito dal modernissimo principio del “fatto come una volta”. Uffa, allora rivoglio Diego e Wilma e Candy e l’Olandesina e non una cavalcata di giovani Valchirie super sapute.

In rete si trovano tutorial e conundrum (dubbi e domande è un concetto arcaico) per rifare il letto con l'hospital corner (angolo rincalzato fa contadino); per scegliere in quale dito mettere quale anello perchè il mondo colga un messaggio; per saltare con l'elastico, per cuocere un uovo sodo.
Muoversi in rete è come toccare una lama: è brivido e vertigine, piacere e pericolo. La rete consegna certezze (e dubbi che poi risolve e poi ricomplica e poi risolve ancora), ha tutte le risposte, è conoscenza illimitata, è LIBERTA'. E’ libertà?

lunedì 23 gennaio 2017

Storie di famiglia, di mandala e di libri

Difficile raccontare questi 6 mesi lontano dal diario. Rischierei di essere molto romantica, decisamente malinconica, molto triste o amaramente divertente. Il succo è che a casa Maxi abbiamo finito di leggere un romanzo intenso, travolgente, unico.

E adesso stiamo come quando chiudi un libro fantastico e leggi le ultime dieci righe – che prima le scorri perché vuoi sapere come finisce – poi rallenti perchè hai paura di rovinarti il finale. Che parola dopo parola arriva comunque.

Come quando finisce una serie TV che non rifaranno mai più, e l'ultima scena è proprio l'ultima. Riguardi le puntate, studi a memoria le battute ma tanto la scena finale non cambia.

Ecco, stiamo così e anche se abbiamo letto e riletto le ultime pagine, guardato e riguardato le ultime scene non siamo riusciti a cambiare il finale.

E adesso siamo in quella fase in cui non sai cosa leggere. Quando ti aggiri tra gli scaffali della libreria ma niente somiglia al libro che hai appena finito. Quando cerchi tra i film uno che ti travolga nello stesso modo ma non trovi niente: quelli in bianco e nero sono troppo datati, quelli a colori sono troppo moderni e continui a prendere in mano i titoli e “Via col vento” sarebbe bello ma magari lo guardo domani perchè in fondo “domani è un altro giorno” e anche “Apocalypse Now” sembra una buona idea ma esclusa la cavalcata delle Valchirie non ho voglia.

Ecco, siamo così ma per fortuna non da soli, circondati da decinaia di persone armate di buoni consigli e cattivi esempi, parole sagge e soluzioni.

Adesso - sei mesi dopo - stiamo che abbiamo stanze imbiancate di fresco, mobili in attesa di tornare al loro posto e poca voglia di pensarci; vecchi mobili a cui abbiamo fatto il lifting che adesso sembrano…vecchimobiliconillifting - ma non glielo diciamo, così loro si danno le arie di sembrare giovani; abbiamo magliette dentro sacchetti sotto vuoto e vestiti appesi in balcone al freddo; abbiamo una lavatrice nuova che a questo punto sembra vecchia; una stanza piena che sembra vuota; un letto nuovo che sembra vecchio; cassetti pieni di cose inutili e lenzuola vecchie che sembrano nuove; abbiamo iniziato mille progetti e portato a termine nessuno sempre inseguendo qualcos'altro.

Ecco, stiamo così. Veronilla e la sua squinterna famiglia si sono schierati a testuggine romana per difendersi dai cattivi e hanno scoperto che Marco Antonio la sapeva lunga; lo schieramento funziona, richiede un grande sforzo collettivo ma funziona. Più o meno. Perché non c’è battaglia senza vittime.

Adesso stiamo così e siamo sicuri che domani saremo ancora così ma con la certezza che il lavoro di squadra paga ma che noi siamo più di una squadra, più di un esercito: siamo una famiglia. Distonici e disfunzionali, manifestamente conflittuali, antipatici ed empatici nello stesso discorso, incapaci di prenotare un ristorante senza litigare per fatti del '82 ma capaci di sedersi alla stessa tavola. Se non fossimo stati così non saremmo riusciti a uscire da questa quarta guerra punica. Guerra che ci ha catapultato da un "prima" complicato ma sicuro a un “dopo” tutto da capire. Per ora stiamo cercando un nuovo libro da leggere e soprattutto un nuovo ordine delle cose e delle persone.


Questi ultimi 6 mesi sono come un mandala confuso pieno di curve e di disegni nei disegni e di righe che non vanno da nessuna parte e di spazi vuoti. Ecco come si fa a raccontare questi sei mesi, con una scatola di colori e tanta pazienza. E noi faremo proprio così, continueremo a colorare, a raccontare e a raccontarci e la memoria sarà LA nostra salvezza.

A tutti buon anno, a qualcuno buon viaggio

martedì 12 luglio 2016

di lamentele e ginnastica

Quando una mammamedia si alza al mattino sa che dovrà correre per recuperare il ritardo cronico e crescente con cui si dipanano le sue giornate…questo è un dato di fatto di cui abbiamo già analizzato le sfumature circa un anno fa. Un anno dopo ho affinato l'analisi notando che la mammamedia oltre a scansare richieste, passa le sue giornate scansando lamentele di chiunque attraversi il suo cammino.

Ed ecco che sorge il sole e la mammamedia viene aggredita prima ancora di uscire dalla camera da letto:

“Nel mio cassetto delle calze c'è troppa confusione, al mattino impiego troppo tempo e ho sempre le calze spaiate, una di lana e una di cotone così ho un piede sudato e uno no e non riesco a pensare…bla bla bla”

“La maglietta pizzica, il dentifricio brucia, le scarpe sono sporche dentro e le calze hanno la riga (trad. la cucitura)…bla bla bla”

“Non mi piacciono questi pantaloni, non voglio mettermi i sandali, voglio le ballerine di vernice, non mi piacciono i biscotti, il latte è troppo caldo e la pesca è appiccicosa…bla bla bla”

“Signora per favore compri dei detersivi decenti, se costano 20 cent sono delle schifezze e poi non ha preso le cose che erano nella lista, sono finiti i biscotti che piacciono ai bambini e non ha messo la frutta in frigo…bla bla bla”

E sono solo le 8.15!! Altro che life coach, pensiero positivo, zen yoga. La vera soluzione sarebbe uscire di casa prima di tutti, quando ancora la casa dorme e andare a fare colazione al bar da sola in silenzio leggendo il giornale.

Il viaggio verso l’ufficio è apocalittico se come me si usa il trasporto pubblico, il contenitore perfetto in cui far confluire tutte le frustrazioni della giornata, quella che è stata ieri e quella che verrà oggi: “c'è troppa gente, non ci passo, non ci sono più i mezzi di una volta, era meglio quando c’era il bigliettaio, il cinema costa troppo, la mozzarella sa di plastica...bla bla bla” un rosario! Lamentele a bassa voce, dialoghi malinconici e nostalgici, discorsi pseudopolitici e nazionalpopolari, dibattiti tra una fermata e l’altra, comizi e piccole risse da bar.

Il posto di lavoro poi è quel luogo dove tutti portiamo il nostro carico e lo riversiamo sulla scrivania del vicino. Scagli la prima pietra che non lo fa.

Ci lamentiamo del marito (alla macchinetta del caffè), della collega noiosa (alla stampante), del capo (secondo caffè), dei figli (pausa pranzo), del carico di lavoro (terzo caffè), della vicina di scrivania (all’armadio della cancelleria), della cena da preparare (sulla porta) etc etc...

Quando il sole tramonta la mammamedia arranca fino a casa trascinando il cahier de doleance del mondo. Ha ascoltato la famiglia, il capo, i colleghi, la mamma, l’amica, la maestra, la vicina di casa, la vicina dell’autobus, il portinaio dell’ufficio, il portinaio di casa, la tintora e la zia. Quando apre la porta di casa non c’è più spazio, la quantità di pazienza giornaliera è esaurita, bruciata, annullata, azzerata, stremata, logorata. Ma non è ancora finita, il partito all'opposizione è SEMPRE all'opposizione, non riposa mai!

"Non voglio spegnere la tv, lavarsi i denti è noioso, perchè devo andare a letto adesso, non ci sono più camicie bianche, la pasta era troppo poca, sono finite le albicocche e ti avevo chiesto di prendermele, volevo vedere un film e invece guarda che ore sono...etc etc."

Se la famiglia è sufficientemente furba si compra la mammamedia con baci e sguardi liquidi e la serata finisce in coccole travolgenti. Se la famiglia non è furba, la giornata si conclude con il miglior cinema splatter.

In realtà ho sperimentato che rincorrere per la casa nani e mariti urlando improperi a casaccio è il modo migliore per convogliare energie compresse per ore: sono quei 10 minuti di esercizio fisico e mentale consigliati da chiunque si preoccupi per la salute di chiunque e per cui la mammamedia non trova mai tempo!

giovedì 16 giugno 2016

googolplex, calendario e apocalisse

In una famigliamedia esistono tre ordini di “feste”:

1) “pubbliche”: compleanni, onomastici, Pasqua, Pasquetta, Natale, Santo Stefano (in ogni famiglia che si rispetti esiste uno Stefano che è l'onomastico per definizione), capodanno, il primo dell'anno, e gli anniversari di matrimonio
2) “private”: la pagella, una partenza, un ritorno, la fine della scuola, l'inizio della scuola e uno zilione di anniversari: il fidanzamento, il primo bacio, il giorno in cui ho comprato la macchina, il giorno in cui ho comprato la casa, etc… Tutte queste ricorrenze sono da calcolare per tutti gli abitanti di una casa - bipedi e quadrupedi - e per tutta la famiglia (anche quella che non abita più in casa) fino almeno al terzo grado di parentela
3) “sociali” che coinvolgono la famiglia non-famiglia (gli amici), la scuola (ultima lezione di tutto, feste di fine anno, cene con i genitori, i compagni di classe, gli ex compagni di classe (elementari, medie, liceo e università compreso l'anniversario di laurea), il lavoro (i colleghi, il capo e la cena aziendale, il cliente e l'evento in cui ti hanno incastrato, il fornitore che ti invita al circo)...

E l’agenda si popola.

A complicare la “social agenda” sono le coincidenze: ci si diploma in gruppo, ci si laurea a distanza ravvicinata (giusto il tempo di lavare il vestito buono), le amiche si sposano tutte lo stesso anno (un bagno di sangue), figliano lo stesso anno...e si ricomincia dai bambini!

A complicare la "family agenda" c'è l'aritmetica. Per esempio, noi siamo una famigliamedia e siamo in 10 parenti diretti…al netto di bisnonna, zii e cugini (di primo grado). Senza contare un nutrito corredo di amici di vecchia e vecchissima data a testa, quelli che io chiamo "i parenti per scelta": circa 20 persone - una decina di coppie a testa - per difetto.
A rendere ancora più complesso il calcolo si somma la socialità dei due nanidagiardino - entrambi scolari da quando sono in fasce. Ognuna delle loro classi conta 25 bambini - tutti corredati di genitori (un tot) e fratelli (troppi)...ogni classe è composta da 200 persone. Per 2!

E' un googolplex! E' come il riso sulla scacchiera: non si può contare. E' un numero infinito!

In un anno solare ci sono 52 settimane e la matematica non è un’opinione…quindi 365 (o 366) giorni non sono assolutamente sufficienti per dare a ciascuna occasione lo spazio che meriterebbe.

E quindi? Quindi si diventa abili nell'arte della deviazione: gestire il googolplex di impegni di una famiglia richiede abilità tecniche, politiche, oratorie, artistiche. Bisogna saper prevedere, driblare, mentire, a volte sovrapporre e anche giocarsi la carta dell'ubiquità che non è vero sia una facoltà soprannaturale propria solo dei santi. Nessuno meglio di una mammamedia sa gestire un'agenda così complessa senza scontentare nessuno e dando a tutti l'idea di non aver rinunciato a niente.

A complicare l'elenco arrivano Maggio e Giugno: l'apoteosi del googlplex perchè le agende si sommano, si scontrano, si intersecano in amorosi sensi. Il 20 Giugno di ogni anno è l'Apocalisse e prima dell'Apocalisse bisogna vedersi tutti e salutarsi tutti e ognuno pretende il suo spazio (di solito in giorni feriali, quando piove e c'è sciopero dei mezzi). Dal 1 Maggio al 20 Giugno...sono 7 settimane e mezzo di passione, pizza e spritz che le donne affrontano serenamente perchè sono a dieta da Febbraio (...la prova costume è solo una copertura chic)

L'ottovolante della "fine dell'anno" non si può fermare e non si può nemmeno scendere! La resistenza è vana, la femminamedia sarà assimilata dal carboidrato selvaggio e dovrà ricominciare tutto daccapo in tempo per il panettone e l'apocalisse invernale

Fare l'apologia della mamma moderna fin qui è stato facile.
Calcolare il numero di persone di cui è formata la nostra rete ha richiesto una funzione di terzo grado.
Calcolare l'impatto dell'indotto necessario per il corretto funzionamento della suddetta opera titanica (regali, parrucchieri, vestiti, etc..) sarebbe inutilmente doloroso ed è sempre meglio evitare questo tasto (soprattutto pubblicamente).

Adesso però scusate...mi devo preparare per la festa di stasera, se perdo la slot non ho più spazio in agenda fino a Ottobre!

martedì 7 giugno 2016

...domani devo studiare...

Quando l’agenda si complica bisogna necessariamente canalizzare le energie verso tutte quelle attività che non si possono sospendere per nessun motivo per esempio nutrire la prole (che nel mio caso potrebbe anche essere considerata un’attività inutile o superflua essendo Mini e Micro due commensali inutili ma io questa cosa qui non l'ho mai detta, il mondo è pieno di bimbi che mangiano le rape tibetane), occuparsi delle camicie di Maxi (che non può fare a meno di andare a lavorare in camicia)…e annaspare cercando di trovare la riva (come il 99% delle mamme in questa fase dell’anno).

Vediamo di rimettere in ordine le idee e gli accadimenti.

Micro ha compiuto 7 anni, mannaggia a lui che cresce a vista d’occhio. E' sempre meno ilmiotopo e sempre di più un ragazzetto. Maxi ha compiuto…un tot di anni, mannaggia pure a lui che ieri ne aveva 26 e oggi, vabbè. Io e Maxi abbiamo compiuto 20 anni, mannaggia pure a noi che ancora penso siamo fidanzati e invece siamo due attempati genitori. Ci tocca persino sederci al “tavolo dei grandi” perché quello “dei bambini” è al completo. La nonnal’altra ha compiuto un tot di anni ma pochi, anche se lei è convinta siano tantissimi. Il nonnop ha compiuto un sacco di anni e ha pensato bene di compierli facendo un gran casino, perché da sempre "people make trouble, I create disasters" come cita il suo portachiavi. Mannaggia pure a lui. E la tataveronica insegue l'amore perchè a 28 anni ancora l'amore si insegue. Mannaggia pure a lei e pure all'amore.

Di tutti questi fatti e fatterelli mi ha alquanto scosso pensare che "l'altra sera" sono uscita a cena con un vicino di casa perchè, bè perchè mi aveva invitato e perchè mi pareva una buona idea tra le tante e confuse che avevo in un momento più squilibrato del solito.

“tra 10 minuti passo a prenderti, ceniamo fuori”

Ho mangiato un risotto alla parmigiana all'onda come mai più nella vita e guardato la luna piena specchiarsi nel lago di Como, ho chiacchierato fino a tardi come mai più nella vita (ma questa è un'altra storia) e di quella sera mi rimangono addosso (letteralmente) 20 chili, 2 bambini e un sacco di candeline spente - se le accendo tutte è praticamente un falò - però continuo ad avere la strana impressione di non essere ancora tornata da quella cena e che tutto questo sia parte delle chiacchiere al chiaro di una luna magica sul lago.


Sì dai, in realtà sto sognando, nel mio letto con il copriletto con le nuvole e domani devo studiare per la sessione estiva degli esami del 4 anno. E' stata una bella serata, il vicino di casa è simpatico...un po' strano ma simpatico e poi le chiacchiere sono state divertenti - l'Australia in luna di miele è intrigante e questa cosa di Mini e Micro mi fa sorridere, sembrano carini. Certo l'idea di quei 20 kili non mi piace ma tanto…mica mi sposa solo perché siamo usciti a cena una sera!? 

Ma ci penserò domani...adesso è tardi, devo dormire, domani devo studiare. 20 anni, ma figurati, fra 20 anni sarò grande come la mamma.

lunedì 8 febbraio 2016

4 anni in altalena

Quella mattina strillavi come un’ossessa perché il mondo era davvero gigantesco e tu solo un vermetto prepotente.

Questa mattina facevi colazione chiacchierando, tutta vestita di rosa – ci mancherebbe – facendo dondolare quei due codini che finalmente riusciamo a legare e che ti danno un’aria così buffa e monella…della quale un giorno ti vergognerai mortalmente.

4 anni fa...appena hai varcato la soglia di casa hai spalancato gli occhi e hai pensato: “fichissimo..mi piace questo posto e mi piace questa gente…sono tre esseri abbastanza babbei per farli su in un attimo! Mi organizzo e poi li sistemo per le feste!” E così hai fatto.

Ci hai arrotolato tutti in un fuso di tela di ragno, ci tieni in pugno con i tuoi occhioni da cerbiatta e le tue dimensioni da puffa. Sei nata così: un gigante in miniatura. Con i piedi di argilla. Sei come la pubblicità del cornetto, quella che andava di moda quando io ero giovane (sì mille anni fa, non fare la spiritosa!), hai il "cuore di panna"!

Ci hai soggiogato con il tuo sorriso che alterni a drammi esistenziali senza risoluzione. Sei un’ottovolante di emozioni, umori, urla, risate, sagacia, capricci, proteste, sardonica ironia, e poi ancora urli e poi ancora sorrisi...tu danzi in tutto questo leggiadra come una ballerina sulle punte lasciandoci senza fiato divisi tra lo stupore, la fatica e la gioia.

Sei l'erede naturale di Sarah Bernard, navigata attrice capace di raccontare tutte le emozioni del repertorio umano. Hai il DNA di Paris Hilton, frivola, rosa e con un chihuahua di peluche (con cappottino rosa) nella borsetta (rosa). Ti sogni Carla Fracci e hai dichiarato che le ballerine sono solo quelle con le punte e il tutù, tutto il resto è noia. 

Sei un uragano di emozioni, di sensazioni, di disordine, di entusiasmo, di curiosità. Sei ostinata, determinata e accomodante, dolcissima e tagliente, solare e tempestosa, generosa e ingorda. 

Innamorata di tuo fratello come mai ho visto una donna innamorata di un uomo. Innamorata di tuo padre come mai lo sarai dell’uomo della tua vita. Innamorata della vita e del mondo che per te è una tavolozza di rosa, senza sfumature...la tua vita è un arcobaleno senza sfumature, solo colori e brillanti!

A me togli il fiato e nello stesso abbraccio mi fai ridere a crepapelle; nella stessa frase mi fai uscire di senno e impazzire d’amore, in un momento mi soffochi e mi manchi . Hai scompigliato la mia casa, la mia vita, la nostra vita e ci hai mostrato quanto avevamo bisogno di te.

Ti sei sgomitata la discesa sulla terra, sei entrata nel mondo senza aspettare che ti si autorizzasse a farlo, non sai aspettare, dormi a pancia in giù con la faccia dentro il cuscino sommersa da bambole e peluche che ancora oggi non me ne faccio una ragione, chiacchieri più di me, sei veloce una scheggia o pigra come un bradipo a seconda di come ti conviene…sei tutto e il contrario di tutto. Quando non si sente la tua voce il silenzio in casa fa persino rumore però non so perché, quando c’è silenzio veniamo tutti a cercare te.

Io penso che ti devo proteggere dal mondo, poi ti osservo e ho l’impressione che mi proteggerai tu. Penso di doverti spiegare la vita, poi ti guardo e capisco che me la racconterai tu. Più penso di avere il dovere di guidarti più realizzo che ho il dovere di ascoltarti.

Tanti auguri piccola mia che invecchi. E anche se questo concetto stamattina ti ha molto offeso è la verità piccola vecchietta mia.


Tanti auguri piccola precious. Non smettere mai di pensare in rosa..