martedì 12 luglio 2016

di lamentele e ginnastica

Quando una mammamedia si alza al mattino sa che dovrà correre per recuperare il ritardo cronico e crescente con cui si dipanano le sue giornate…questo è un dato di fatto di cui abbiamo già analizzato le sfumature circa un anno fa. Un anno dopo ho affinato l'analisi notando che la mammamedia oltre a scansare richieste, passa le sue giornate scansando lamentele di chiunque attraversi il suo cammino.

Ed ecco che sorge il sole e la mammamedia viene aggredita prima ancora di uscire dalla camera da letto:

“Nel mio cassetto delle calze c'è troppa confusione, al mattino impiego troppo tempo e ho sempre le calze spaiate, una di lana e una di cotone così ho un piede sudato e uno no e non riesco a pensare…bla bla bla”

“La maglietta pizzica, il dentifricio brucia, le scarpe sono sporche dentro e le calze hanno la riga (trad. la cucitura)…bla bla bla”

“Non mi piacciono questi pantaloni, non voglio mettermi i sandali, voglio le ballerine di vernice, non mi piacciono i biscotti, il latte è troppo caldo e la pesca è appiccicosa…bla bla bla”

“Signora per favore compri dei detersivi decenti, se costano 20 cent sono delle schifezze e poi non ha preso le cose che erano nella lista, sono finiti i biscotti che piacciono ai bambini e non ha messo la frutta in frigo…bla bla bla”

E sono solo le 8.15!! Altro che life coach, pensiero positivo, zen yoga. La vera soluzione sarebbe uscire di casa prima di tutti, quando ancora la casa dorme e andare a fare colazione al bar da sola in silenzio leggendo il giornale.

Il viaggio verso l’ufficio è apocalittico se come me si usa il trasporto pubblico, il contenitore perfetto in cui far confluire tutte le frustrazioni della giornata, quella che è stata ieri e quella che verrà oggi: “c'è troppa gente, non ci passo, non ci sono più i mezzi di una volta, era meglio quando c’era il bigliettaio, il cinema costa troppo, la mozzarella sa di plastica...bla bla bla” un rosario! Lamentele a bassa voce, dialoghi malinconici e nostalgici, discorsi pseudopolitici e nazionalpopolari, dibattiti tra una fermata e l’altra, comizi e piccole risse da bar.

Il posto di lavoro poi è quel luogo dove tutti portiamo il nostro carico e lo riversiamo sulla scrivania del vicino. Scagli la prima pietra che non lo fa.

Ci lamentiamo del marito (alla macchinetta del caffè), della collega noiosa (alla stampante), del capo (secondo caffè), dei figli (pausa pranzo), del carico di lavoro (terzo caffè), della vicina di scrivania (all’armadio della cancelleria), della cena da preparare (sulla porta) etc etc...

Quando il sole tramonta la mammamedia arranca fino a casa trascinando il cahier de doleance del mondo. Ha ascoltato la famiglia, il capo, i colleghi, la mamma, l’amica, la maestra, la vicina di casa, la vicina dell’autobus, il portinaio dell’ufficio, il portinaio di casa, la tintora e la zia. Quando apre la porta di casa non c’è più spazio, la quantità di pazienza giornaliera è esaurita, bruciata, annullata, azzerata, stremata, logorata. Ma non è ancora finita, il partito all'opposizione è SEMPRE all'opposizione, non riposa mai!

"Non voglio spegnere la tv, lavarsi i denti è noioso, perchè devo andare a letto adesso, non ci sono più camicie bianche, la pasta era troppo poca, sono finite le albicocche e ti avevo chiesto di prendermele, volevo vedere un film e invece guarda che ore sono...etc etc."

Se la famiglia è sufficientemente furba si compra la mammamedia con baci e sguardi liquidi e la serata finisce in coccole travolgenti. Se la famiglia non è furba, la giornata si conclude con il miglior cinema splatter.

In realtà ho sperimentato che rincorrere per la casa nani e mariti urlando improperi a casaccio è il modo migliore per convogliare energie compresse per ore: sono quei 10 minuti di esercizio fisico e mentale consigliati da chiunque si preoccupi per la salute di chiunque e per cui la mammamedia non trova mai tempo!

giovedì 16 giugno 2016

googolplex, calendario e apocalisse

In una famigliamedia esistono tre ordini di “feste”:

1) “pubbliche”: compleanni, onomastici, Pasqua, Pasquetta, Natale, Santo Stefano (in ogni famiglia che si rispetti esiste uno Stefano che è l'onomastico per definizione), capodanno, il primo dell'anno, e gli anniversari di matrimonio
2) “private”: la pagella, una partenza, un ritorno, la fine della scuola, l'inizio della scuola e uno zilione di anniversari: il fidanzamento, il primo bacio, il giorno in cui ho comprato la macchina, il giorno in cui ho comprato la casa, etc… Tutte queste ricorrenze sono da calcolare per tutti gli abitanti di una casa - bipedi e quadrupedi - e per tutta la famiglia (anche quella che non abita più in casa) fino almeno al terzo grado di parentela
3) “sociali” che coinvolgono la famiglia non-famiglia (gli amici), la scuola (ultima lezione di tutto, feste di fine anno, cene con i genitori, i compagni di classe, gli ex compagni di classe (elementari, medie, liceo e università compreso l'anniversario di laurea), il lavoro (i colleghi, il capo e la cena aziendale, il cliente e l'evento in cui ti hanno incastrato, il fornitore che ti invita al circo)...

E l’agenda si popola.

A complicare la “social agenda” sono le coincidenze: ci si diploma in gruppo, ci si laurea a distanza ravvicinata (giusto il tempo di lavare il vestito buono), le amiche si sposano tutte lo stesso anno (un bagno di sangue), figliano lo stesso anno...e si ricomincia dai bambini!

A complicare la "family agenda" c'è l'aritmetica. Per esempio, noi siamo una famigliamedia e siamo in 10 parenti diretti…al netto di bisnonna, zii e cugini (di primo grado). Senza contare un nutrito corredo di amici di vecchia e vecchissima data a testa, quelli che io chiamo "i parenti per scelta": circa 20 persone - una decina di coppie a testa - per difetto.
A rendere ancora più complesso il calcolo si somma la socialità dei due nanidagiardino - entrambi scolari da quando sono in fasce. Ognuna delle loro classi conta 25 bambini - tutti corredati di genitori (un tot) e fratelli (troppi)...ogni classe è composta da 200 persone. Per 2!

E' un googolplex! E' come il riso sulla scacchiera: non si può contare. E' un numero infinito!

In un anno solare ci sono 52 settimane e la matematica non è un’opinione…quindi 365 (o 366) giorni non sono assolutamente sufficienti per dare a ciascuna occasione lo spazio che meriterebbe.

E quindi? Quindi si diventa abili nell'arte della deviazione: gestire il googolplex di impegni di una famiglia richiede abilità tecniche, politiche, oratorie, artistiche. Bisogna saper prevedere, driblare, mentire, a volte sovrapporre e anche giocarsi la carta dell'ubiquità che non è vero sia una facoltà soprannaturale propria solo dei santi. Nessuno meglio di una mammamedia sa gestire un'agenda così complessa senza scontentare nessuno e dando a tutti l'idea di non aver rinunciato a niente.

A complicare l'elenco arrivano Maggio e Giugno: l'apoteosi del googlplex perchè le agende si sommano, si scontrano, si intersecano in amorosi sensi. Il 20 Giugno di ogni anno è l'Apocalisse e prima dell'Apocalisse bisogna vedersi tutti e salutarsi tutti e ognuno pretende il suo spazio (di solito in giorni feriali, quando piove e c'è sciopero dei mezzi). Dal 1 Maggio al 20 Giugno...sono 7 settimane e mezzo di passione, pizza e spritz che le donne affrontano serenamente perchè sono a dieta da Febbraio (...la prova costume è solo una copertura chic)

L'ottovolante della "fine dell'anno" non si può fermare e non si può nemmeno scendere! La resistenza è vana, la femminamedia sarà assimilata dal carboidrato selvaggio e dovrà ricominciare tutto daccapo in tempo per il panettone e l'apocalisse invernale

Fare l'apologia della mamma moderna fin qui è stato facile.
Calcolare il numero di persone di cui è formata la nostra rete ha richiesto una funzione di terzo grado.
Calcolare l'impatto dell'indotto necessario per il corretto funzionamento della suddetta opera titanica (regali, parrucchieri, vestiti, etc..) sarebbe inutilmente doloroso ed è sempre meglio evitare questo tasto (soprattutto pubblicamente).

Adesso però scusate...mi devo preparare per la festa di stasera, se perdo la slot non ho più spazio in agenda fino a Ottobre!

martedì 7 giugno 2016

...domani devo studiare...

Quando l’agenda si complica bisogna necessariamente canalizzare le energie verso tutte quelle attività che non si possono sospendere per nessun motivo per esempio nutrire la prole (che nel mio caso potrebbe anche essere considerata un’attività inutile o superflua essendo Mini e Micro due commensali inutili ma io questa cosa qui non l'ho mai detta, il mondo è pieno di bimbi che mangiano le rape tibetane), occuparsi delle camicie di Maxi (che non può fare a meno di andare a lavorare in camicia)…e annaspare cercando di trovare la riva (come il 99% delle mamme in questa fase dell’anno).

Vediamo di rimettere in ordine le idee e gli accadimenti.

Micro ha compiuto 7 anni, mannaggia a lui che cresce a vista d’occhio. E' sempre meno ilmiotopo e sempre di più un ragazzetto. Maxi ha compiuto…un tot di anni, mannaggia pure a lui che ieri ne aveva 26 e oggi, vabbè. Io e Maxi abbiamo compiuto 20 anni, mannaggia pure a noi che ancora penso siamo fidanzati e invece siamo due attempati genitori. Ci tocca persino sederci al “tavolo dei grandi” perché quello “dei bambini” è al completo. La nonnal’altra ha compiuto un tot di anni ma pochi, anche se lei è convinta siano tantissimi. Il nonnop ha compiuto un sacco di anni e ha pensato bene di compierli facendo un gran casino, perché da sempre "people make trouble, I create disasters" come cita il suo portachiavi. Mannaggia pure a lui. E la tataveronica insegue l'amore perchè a 28 anni ancora l'amore si insegue. Mannaggia pure a lei e pure all'amore.

Di tutti questi fatti e fatterelli mi ha alquanto scosso pensare che "l'altra sera" sono uscita a cena con un vicino di casa perchè, bè perchè mi aveva invitato e perchè mi pareva una buona idea tra le tante e confuse che avevo in un momento più squilibrato del solito.

“tra 10 minuti passo a prenderti, ceniamo fuori”

Ho mangiato un risotto alla parmigiana all'onda come mai più nella vita e guardato la luna piena specchiarsi nel lago di Como, ho chiacchierato fino a tardi come mai più nella vita (ma questa è un'altra storia) e di quella sera mi rimangono addosso (letteralmente) 20 chili, 2 bambini e un sacco di candeline spente - se le accendo tutte è praticamente un falò - però continuo ad avere la strana impressione di non essere ancora tornata da quella cena e che tutto questo sia parte delle chiacchiere al chiaro di una luna magica sul lago.


Sì dai, in realtà sto sognando, nel mio letto con il copriletto con le nuvole e domani devo studiare per la sessione estiva degli esami del 4 anno. E' stata una bella serata, il vicino di casa è simpatico...un po' strano ma simpatico e poi le chiacchiere sono state divertenti - l'Australia in luna di miele è intrigante e questa cosa di Mini e Micro mi fa sorridere, sembrano carini. Certo l'idea di quei 20 kili non mi piace ma tanto…mica mi sposa solo perché siamo usciti a cena una sera!? 

Ma ci penserò domani...adesso è tardi, devo dormire, domani devo studiare. 20 anni, ma figurati, fra 20 anni sarò grande come la mamma.

lunedì 8 febbraio 2016

4 anni in altalena

Quella mattina strillavi come un’ossessa perché il mondo era davvero gigantesco e tu solo un vermetto prepotente.

Questa mattina facevi colazione chiacchierando, tutta vestita di rosa – ci mancherebbe – facendo dondolare quei due codini che finalmente riusciamo a legare e che ti danno un’aria così buffa e monella…della quale un giorno ti vergognerai mortalmente.

4 anni fa...appena hai varcato la soglia di casa hai spalancato gli occhi e hai pensato: “fichissimo..mi piace questo posto e mi piace questa gente…sono tre esseri abbastanza babbei per farli su in un attimo! Mi organizzo e poi li sistemo per le feste!” E così hai fatto.

Ci hai arrotolato tutti in un fuso di tela di ragno, ci tieni in pugno con i tuoi occhioni da cerbiatta e le tue dimensioni da puffa. Sei nata così: un gigante in miniatura. Con i piedi di argilla. Sei come la pubblicità del cornetto, quella che andava di moda quando io ero giovane (sì mille anni fa, non fare la spiritosa!), hai il "cuore di panna"!

Ci hai soggiogato con il tuo sorriso che alterni a drammi esistenziali senza risoluzione. Sei un’ottovolante di emozioni, umori, urla, risate, sagacia, capricci, proteste, sardonica ironia, e poi ancora urli e poi ancora sorrisi...tu danzi in tutto questo leggiadra come una ballerina sulle punte lasciandoci senza fiato divisi tra lo stupore, la fatica e la gioia.

Sei l'erede naturale di Sarah Bernard, navigata attrice capace di raccontare tutte le emozioni del repertorio umano. Hai il DNA di Paris Hilton, frivola, rosa e con un chihuahua di peluche (con cappottino rosa) nella borsetta (rosa). Ti sogni Carla Fracci e hai dichiarato che le ballerine sono solo quelle con le punte e il tutù, tutto il resto è noia. 

Sei un uragano di emozioni, di sensazioni, di disordine, di entusiasmo, di curiosità. Sei ostinata, determinata e accomodante, dolcissima e tagliente, solare e tempestosa, generosa e ingorda. 

Innamorata di tuo fratello come mai ho visto una donna innamorata di un uomo. Innamorata di tuo padre come mai lo sarai dell’uomo della tua vita. Innamorata della vita e del mondo che per te è una tavolozza di rosa, senza sfumature...la tua vita è un arcobaleno senza sfumature, solo colori e brillanti!

A me togli il fiato e nello stesso abbraccio mi fai ridere a crepapelle; nella stessa frase mi fai uscire di senno e impazzire d’amore, in un momento mi soffochi e mi manchi . Hai scompigliato la mia casa, la mia vita, la nostra vita e ci hai mostrato quanto avevamo bisogno di te.

Ti sei sgomitata la discesa sulla terra, sei entrata nel mondo senza aspettare che ti si autorizzasse a farlo, non sai aspettare, dormi a pancia in giù con la faccia dentro il cuscino sommersa da bambole e peluche che ancora oggi non me ne faccio una ragione, chiacchieri più di me, sei veloce una scheggia o pigra come un bradipo a seconda di come ti conviene…sei tutto e il contrario di tutto. Quando non si sente la tua voce il silenzio in casa fa persino rumore però non so perché, quando c’è silenzio veniamo tutti a cercare te.

Io penso che ti devo proteggere dal mondo, poi ti osservo e ho l’impressione che mi proteggerai tu. Penso di doverti spiegare la vita, poi ti guardo e capisco che me la racconterai tu. Più penso di avere il dovere di guidarti più realizzo che ho il dovere di ascoltarti.

Tanti auguri piccola mia che invecchi. E anche se questo concetto stamattina ti ha molto offeso è la verità piccola vecchietta mia.


Tanti auguri piccola precious. Non smettere mai di pensare in rosa..

martedì 2 febbraio 2016

Il giorno dell'oblio

Il lunedì è difficile per tutti, a tutte le età, a tutte le latitudini e in tutte le stagioni dell’anno. E’ lunedì, e tanto basta. In realtà forse è peggio il giovedì ma ma tant'è, il lunedì li batte tutti! Però ci sono anche i lunedì speciali, come quello di ieri, il giorno dell'oblio. Ho accompagnato Micro a scuola poi tornando verso casa mi sono fermata in una pasticceria americana che hanno aperto da poco vicino a casa mia e dove ho sempre voluto fermarmi per colazione e invece di solito la guardo solo da fuori mentre corro a prendere l’autobus. Il sapore del cappuccino e di un cookie al cioccolato alle 9.00 del mattino di un giorno feriale è davvero sublime. E le pagine dei social “sfogliate” in silenzio hanno anche un senso.

Sono andata in un’erboristeria che conosco da tempo e ho comprato quella tisana di cui conservavo da mesi gli ingredienti. Avevo l’abitudine di andarci regolarmente e comprare piccole coccole salutari per me quando avevo tempo per me. Ieri mi sono lasciata convincere a comprare una crema per il viso che fa miracoli!

Ho fatto la spesa da Naturasì, girando per tutti i corridoi e leggendo le etichette dei prodotti che avevo voglia di studiare e mi sono comprata un libro per fare succhi e centrifughe a cui avevo fatto la posta tempo fa ma non riesco mai a venire qui perché….no, non lo voglio nemmeno raccontare il perché, è stato il mio giorno dell’oblio e tale deve restare.

Ho rifatto i letti e sistemato le camere con calma, con le finestre aperte e in pochi minuti. E il risultato mi è anche piaciuto un sacco.

Ho pranzato davanti alla tv. Insalata e yogurt perché il pranzo non era importante come il suo luogo: divano, coperta di pile, ciotolone di insalata con qualsiasi cosa piace a me – e anche una vinagrette che fa sempre una chef americana che mi piace...mmmhhh buonissima!! E tv! Santa pera che godimento. La tv di giorno e in silenzio. Ho guardato una puntata di Beautiful come se fosse ancora il 1990 e ho fatto zapping selvaggio tra i canali del satellite recuperando repliche di Sex & the City che conosco a memoria ma che fa sempre compagnia. Ho anche fatto un pisolino. Un pisolino…pazzesco. Ho passato gli ultimi anni a picchiare Mini e Micro perché dormissero nel pomeriggio quando invece è un’attività così…travolgente. Non occorre nemmeno fare un sforzo: è sufficiente appoggiare la testa allo schienale del divano, chiudere gli occhi, ascoltare il silenzio e la voce di Carrie Bradshaw in sottofondo per decollare verso un pianeta meraviglioso in pochi secondi. BAsta mezz'ora per tornare come nuovi...e che nuovi!!

Ho preso il caffè al terzo piano chiacchierando con i nonni di tutte le malefatte di tutti i vicini di casa in una pausa di “cortile” molto divertente.

Mi sono goduta un’ora piena da massaia di giorno, a casa da sola, cantando a squarciagola le canzoni dei Pooh e applicando tutte le teorie della mia super coach. E’ una casalinga americana con l'aspetti da modella e la casa che sembra più che altro il castello di Windsor; è di un ordine psichiatrico e dice delle banalità cosmiche ma in questo momento di caos è il mio faro nella nebbia. E così ho svuotato armadi e cassetti alla ricerca di quel fuoco di pace e ordine che arde ancora dentro di me (da qualche parte).

Sono andata a prendere i bambini a scuola e ho avuto la netta sensazione che fossero contenti di vedermi – rispetto al solito grugno che emettono la sera mentre guardano i cartoni. Siamo andati da un’amica di Mini a fare merenda anche se non era più proprio orario di merenda ma quell’ora di mezzo tra la scuola e la casa che a gennaio va occupata in qualche modo. E a due chiacchiere e un caffè non si dice mai di no.

Una volta a casa Mini e Micro hanno giocato nella vasca mentre finivo i miei doveri di massaia. Il giorno speciale meritava una cena speciale: pizza e patatine tutti insieme guardando un film con Jerry Lewis. Mini e Micro sono volati a letto più tardi del solito ma ridendo a crepapelle.

Prima di andare a letto ho anche provato la crema nuova: ottimo acquisto, è evidente che ho la pelle di una ventenne! Ho anche letto 10 pagine di uno strano libro che ho iniziato da poco e di cui ho confutato una pessima prima impressione. Ho spento la luce grata e soddisfatta per questo bellissimo regalo.

Poi il Trio Medusa ha detto che erano le 7:28 e il mio sogno è svanito così con la radio che cantava, Maxi che brontolava perché non trovava i calzini e i bambini che brontolavano per qualsiasi cosa.

E’ stato così tanto bello sognarlo che penso lo farò sul serio uno di questi giorni ma non voglio pensarci adesso, ci penserò domani. In fondo domani, è un altro giorno.

mercoledì 20 gennaio 2016

Dedicato a chi...

  • A chi entra in metropolitana e si abbarbica come un koala al primo palo davanti alla porta e da lì non si muove per nessuna ragione al mondo: folla, frenata, richiesta, supplica, insulto…nulla, lui sta lì abbrancicato al suo palo, che è suo e non cedibile e quindi non solo ci si “regge” come previsto ma ci si avvolge in una sorta di morbosa lap dance
  • A chi ti passa davanti in coda perché “...solo una cosa”: la "cosa" in posta si traduce in 7 raccomandate non precompilate dirette in Namibia, Oregon, Quatar e Cote d’Ivoire indirizzate a persone con nomi fatti di sole consonanti e al super in 3 confezioni di un'offerta di 4 di pisellini omaggiati dalla rappresentante e non presenti nella memoria della cassa con tutto il caos tecnico che ne consegue... 
  • A chi ha progettato la cassa automatica dei supermercati che urla a squarciagola i prezzi della tua spesa e con sadico piacere comunica al mondo che hai il ciclo mestruale, che hai comprato i preservativi in offerta (oggetto che di solito lei non riconosce e chiama aiuto a gran voce; il commesso arriva ma non sa e chiede aiuto alla collega del servizio clienti...30 metri più lontano) che hai comprato un giornale di becero gossip e l'avevi nascosto dietro la copia del sole24 ore e che se osi comprare una birra entra in defcon1, accende luci e sirene e chiede la prova provata che hai più di 16 anni. 
  • Al programmatore che ha installato la voce alla signorina del telepass e ha regolato il suo volume per svegliare tutti i passeggeri, anche quelli del camper 4 macchine indietro.
  • Al teorico del contraddittorio che ha inventato una tecnica oratoria all'arma bianca per cui l'esperto oratore piega il suo avversario ripetendo incessantemente e in tono pacato l’ultima frase della sua argomentazione o peggio ancora – per i dibattenti professionisti – una domanda irritante tipo: “in che senso?”
  • A chi risponde: “che problema c’è” a qualsiasi esternazione. Ai maschi esce con un tono di sufficienza che gli daresti un pugno – di solito è una frase che pronunciano da seduti, alla scrivania o sul divano o addirittura sdraiati a letto, sono come giraffe che parlano ai lemuri nella foresta: “io vedo la luce, vedo dov’è il fiume e mangio le foglie più verdi…quindi nella foresta si sta benissimo”…meritano un morso sul polpaccio ossuto. Alle femmine la stessa frase esce con un tono alla Florence Nightingale: operativo e risolutivo; mentre la pronunciano sono in piedi e hanno possibilmente già portato a termine qualsiasi fosse l'impasse – anche un "vorrei delle uova alla benedicte" alle 11 di sera quando la cucina è pulita
  • A chi pensa che la parità dei diritti sancisca la fine della cavalleria
  • A me che passo la serata a guardare improbabili tutorial che spiegano come fare qualsiasi cosa in tre secondi e ci credo anche, e quindi decido di ridipingere un armadio e rimango un mese con un’anta in mezzo ai piedi (che poi non si riattacca più) con relativa spesa per un falegname mercenario (che vive sulle donnemedie boccalone)
  • All'homo svaccatus (naturale evoluzione del homo inutilis) che vive nelle case delle mammemedie e che ogni mattina brontola perchè non trova i calzini nel cassetto (sempre lo stesso) e tutte le sere brontola perchè non trova il dentifricio e che ha bisogno del gps per trovare l’armadio degli asciugamani
  • All’omino che consegna l’acqua a casa mia tutte le settimane da anni: “una naturale e una frizzante, grazie” e che però ritira i vuoti ogni due settimane (anche se li trova sul pianerottolo, anche se gli dico di prenderli, anche se lo supplico di portarle via, anche se gliele tiro dietro)
  • All’autista dell’autobus che ha chiesto ad alta voce di essere ringraziato per avermi aperto le porte alla fermata per farmi salire, così giusto per farmi pesare di aver preso l’autobus per la coda con annessa corsa a rompi collo con borsone, borsa del pranzo, libro e cellulare penzoloni (tranquilli, l’ho ringraziato…così tanto gentilmente – sul serio - per le successive 3 fermate che prima di fare il bullo la prossima volta magari ci pensa 2 volte)
Ecco...a tutti loro che quotidianamente occupano e molestano le mie giornate è dedicato questo nuovo anno (che non avevo ancora degnamente celebrato da queste parti). A loro è dedicato un pensiero e magari quel fastidioso prurito sotto il piede mentre parlano con il capo e indossano stivali e calzettoni.

Buon Anno a tutti i cybernaviganti e a chi passa di qui per caso